Nei primi anni di vita e in età scolare i bambini sono soggetti all’influenza e al raffreddore in quanto le loro difesi immunitarie sono in fase di consolidamento perciò la continua esposizione a virus e batteri li pone a rischio di ammalarsi. I bambini passano molte ore al giorno in luoghi chiusi come asili aule e mense scolastiche, a contatto con coetanei potenzialmente infetti. Se il bambino è sano tutto ciò non deve essere motivo di preoccupazione perché nonostante possa contrarre malattie da raffreddamento il suo organismo è in grado di contrastare il virus, di conseguenza il vaccino antinfluenzale è possibile ma non strettamente raccomandato.
Spesso ci domandiamo la causa per cui il nostro bambino abbia la febbre, moltissimi bambini vengono portati al pronto soccorso per questo. Nella maggior parte dei casi non si tratta di situazioni allarmanti, tuttavia è necessario capire se la febbre si associa a sintomi specifici. Può trattarsi di una banale forma virale a carico delle vie respiratorie, in certi casi invece può trattarsi della prima manifestazione di un infezione batterica grave. In ogni caso la cosa migliore è mantenere la calma prestando attenzione ad eventuali altri sintomi e contattare il pediatra. L’aumento della temperatura corporea è sicuramente da monitorare anche se non è il caso di allarmarsi.
Circa un bambino su 15 ha sofferto almeno una volta di infezione alle vie urinarie anche questa può causare febbre nel bambino è opportuno riconoscerla solitamente la febbre è accompagnata da inappetenza e vomito ciò potrebbe far pensare ad una semplice influenza tuttavia non sempre è così.
Ecco i cinque campanelli d’allarme stabiliti dal convegno del Fimp (Federazione italiana medici pediatri):
Con l’avvento dell’estate si ci prepara a gite escursioni e giornate al mare con i bambini è necessario prestare attenzione a ciò che mangiano anche nel caso di cibo fatto in casa. Con il caldo diventano più frequenti le infezioni alimentari lo rivelano gli esperti della società italiana di infettivologia pediatrica (SITIP). Bisogna assicurare un’adeguata conservazione dei cibi e che essi non vengono contaminati da insetti è opportuno cuocere sempre i cibi e non lasciarli per molto tempo prima di essere consumati all’aperto. Importantissimo lavarsi sempre le mani prima di toccare cibo per evitare che esso venga in contatto con batteri.
Una delle infezioni più comuni è quella da stafilococco. I sintomi si f manifestano dopo 5-6 giorni e possono persistere anche per una settimana. Il sintomo principale e la diarrea spesso accompagnata da vomito e malessere, in questo caso la diarrea rappresenta il modo in cui l’organismo si libero dal virus. L’importante è reidratare il bambino con liquidi e sali minerali soprattutto se i sintomi sono frequenti.